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Psicologa Psicoterapeuta a Teramo

Ritrova il tuo
Benessere Mentale

Percorsi di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale personalizzati per affrontare ansia, depressione e momenti di difficoltà. Ascolto empatico e professionalità al tuo servizio.

Dott.ssa Ioana Frale - Psicologa Psicoterapeuta
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Pazienti soddisfatti
Dott.ssa Ioana Frale nel suo studio

"Ogni viaggio inizia con un primo passo verso se stessi."

Chi Sono

Il mio approccio
Terapeutico

Sono la Dott.ssa Ioana Frale, Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in terapia Cognitivo Comportamentale. Iscritta all'Ordine degli Psicologi d'Abruzzo n. 3682 A, ho conseguito la Laurea in Scienze e tecniche psicologiche e successivamente in Psicologia Clinica e della Salute con 110/110 e lode presso l'Università G. D'Annunzio di Chieti. Attualmente sono in formazione ed aggiornamento continuo.

Il mio percorso professionale include collaborazioni con istituzioni pubbliche, associazioni per l'affido familiare, scuole e attività clinica privata. Lavoro con adolescenti e adulti, offrendo colloqui in italiano e romeno, sia individuali che di gruppo. La mia esperienza abbraccia l'ansia, i disturbi del sonno, i disturbi dell'umore, difficoltà relazionali, la crescita personale e la mindfulness.

Credo fermamente che la terapia sia un percorso collaborativo: attraverso l'ascolto empatico e l'astensione dal giudizio, possiamo costruire insieme strumenti concreti per affrontare le sfide della vita e ritrovare il benessere.

Empatia

Accoglienza senza giudizio per costruire un rapporto di fiducia autentico.

Ascolto

Spazio sicuro dove ogni parola viene ascoltata con attenzione e rispetto.

Concretezza

Strumenti pratici e strategie basate sull'evidenza scientifica.

Aree di Intervento

Come posso Aiutarti

Offro percorsi personalizzati, basati sull'evidenza scientifica, per aiutarti a superare le difficoltà e migliorare la qualità della tua vita.

Disponibile per:

adolescenti ed adulti
colloqui in italiano e romeno
colloqui individuali e di gruppo
Consulenza psicologica

Consulenza psicologica

Ti capita di sentirti solo nei tuoi pensieri, come se gli altri non ti ascoltassero davvero?

Attraverso un ascolto attivo, empatico e senza giudizio, ti offro uno spazio riservato in cui poter esprimere liberamente i tuoi pensieri, emozioni e preoccupazioni.

Psicoterapia

Psicoterapia

Hai la sensazione di essere bloccato in un circolo vizioso di pensieri e non sai come uscirne?

Un viaggio speciale che ti offre l'opportunità di esplorarti, identificare le tue trappole mentali, comprendere l'origine dei tuoi pensieri, delle tue emozioni e dei tuoi comportamenti per costruire una vita più autentica e soddisfacente.

Crescita personale

Crescita personale

Vorresti scoprire come migliorare la tua autostima e fiducia in te stesso?

Per migliorare la tua autostima, promuovere una maggiore consapevolezza di te, vivere in armonia con i tuoi valori e sviluppare le tue risorse personali per affrontare al meglio le sfide quotidiane.

Mindfulness

Mindfulness

Ti è mai capitato di avere la sensazione di star vivendo nel passato o nel futuro ma non nel presente?

Pratica che ti aiuta a diventare più consapevole del momento presente, riducendo stress e ansia. Porta benefici sia fisici che psicologici, migliorando la qualità della vita.

Orientamento scolastico e/o professionale

Orientamento scolastico e/o professionale

Non sai quale istituto scolastico o quale professione sia migliore per te?

Processo breve che ti aiuta a prendere decisioni informate riguardo al tuo percorso formativo o professionale, esplorando le tue attitudini, interessi e obiettivi.

Webinar psicoeducativi

Webinar psicoeducativi

Ti piacerebbe essere più informato ed approfondire alcune tematiche?

Incontri strutturati di prevenzione, apprendimento e riflessione su temi di salute mentale e benessere psicologico, in formato online accessibile a tutti.

Non sai qual è il percorso più adatto a te?

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Progetti

I miei Progetti

Iniziative e collaborazioni per promuovere il benessere psicologico

Ti Affido il mio cuore

Ti Affido il mio cuore

Progetto dell'Ente d'Ambito Sociale n.24 Gran Sasso - Laga in collaborazione con 'Le Ali Della Vita' per l'affido familiare. Workshop di mindfulness con coppie in formazione per l'affido. Insegnamento della presenza, resilienza e gestione emotiva.

AfFidati

AfFidati

Progetto dell'Unione di Comuni Città Territori Val Vibrata. Psicoeducazione e formazione per singoli e coppie interessati all'affido familiare temporaneo. Discussione di motivazioni, aspettative e preoccupazioni. Sviluppo competenze comunicative.

Nuovi percorsi inclusivi

Nuovi percorsi inclusivi

Progetto ATS con multipli distretti sociali e ASL Teramo. Rivolto a persone svantaggiate per il reinserimento lavorativo. Ruolo: analisi di orientamento tramite colloqui e questionari di attitudini e caratteristiche personali.

Mindfulness in gravidanza

Mindfulness in gravidanza

Progetto presso l'Ospedale di Teramo durante i corsi di preparazione al parto. Protocollo mindfulness per coppie in gravidanza. Può essere praticato individualmente o in gruppo. Riduce stress, ansia, insonnia, depressione e ansia post-partum.

BenEssere a scuola

BenEssere a scuola

Progetto dell'Istituto Comprensivo Statale 'San Nicolò Teramo4' per studenti fragili di terza media. Orientamento scolastico e professionale. Identificare punti di forza e vulnerabilità. Promuovere inclusione e partecipazione di studenti con disabilità.

Sportello di ascolto psicologico

Sportello di ascolto psicologico

Liceo Scientifico Statale A. Einstein di Teramo. Ascolto e supporto psicologico individuale e di gruppo in classe. Focus sul benessere mentale durante l'adolescenza, crescita personale e prevenzione del disagio psicologico. Attività di gruppo su autostima ed empatia.

TrovarSi

TrovarSi

Programma di mentoring e orientamento dell'Istituto Comprensivo R. Levi Montalcini di Civitella - Torricella. Sviluppare autostima e fiducia, gestire stress ed emozioni, sviluppare competenze sociali e comunicative. Esercizio 'Zaino di competenze' per riconoscere e valorizzare qualità personali.

Blog

Articoli e Approfondimenti

Consigli pratici e riflessioni sul benessere psicologico

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E SALUTE MENTALE: OPPORTUNITÀ E RISCHI DA CONOSCERE

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E SALUTE MENTALE: OPPORTUNITÀ E RISCHI DA CONOSCERE

Riflessione, relazione e consapevolezza nell’era digitale

L’intelligenza artificiale, o AI, rappresenta un insieme di tecnologie sempre più presenti nella nostra quotidianità. Si tratta di sistemi progettati per imitare alcune capacità tipiche della mente umana, come apprendere dall’esperienza, risolvere problemi, comprendere il linguaggio o riconoscere immagini. Tuttavia, è importante chiarire che l’AI non "pensa" davvero come noi: non ha coscienza, emozioni o intenzioni. Semplicemente, riproduce alcuni meccanismi del pensiero umano attraverso complessi algoritmi matematici. <br/> Il modo in cui questi sistemi “imparano” è basato sull’analisi di enormi quantità di dati. Per esempio, strumenti come ChatGPT vengono addestrati su vasti archivi di testi. Il loro funzionamento si basa su un modello probabilistico: quando formulano una risposta, non comprendono nel senso umano del termine, ma scelgono parola dopo parola quella che ha più probabilità di seguire logicamente la precedente, in base a ciò che hanno appreso durante l’addestramento. Questo fa sì che le risposte appaiano coerenti e sensate, anche se non derivano da una vera comprensione. <br/> Esistono diverse tipologie di intelligenza artificiale, ciascuna con caratteristiche e applicazioni specifiche. L’<strong>AI ristretta</strong>, detta anche debole, è progettata per svolgere un solo compito, come riconoscere volti o suggerire film. L’<strong>AI generativa</strong> è capace di creare contenuti, come testi, immagini, musica o video, partendo dai dati su cui è stata allenata. Infine, l’<strong>AI agentica</strong> o autonoma agisce nel mondo reale, prendendo decisioni e compiendo azioni in modo più indipendente. <br/> Conoscere i meccanismi e i limiti di questi strumenti è fondamentale per utilizzarli in modo consapevole. Infatti, se da un lato l’AI offre opportunità straordinarie, dall’altro presenta anche dei rischi da non sottovalutare. <br/> Ad esempio, <strong>non è neutra</strong>: riflette i pregiudizi presenti nei dati su cui è stata addestrata. Se quei dati contengono stereotipi, l’AI tenderà a riprodurli. Inoltre, <strong>non è sempre aggiornata</strong>: i modelli lavorano su informazioni disponibili fino a una certa data e non accedono in tempo reale alle novità. C’è anche un <strong> limite nella quantità di testo</strong> che possono gestire contemporaneamente: in conversazioni molto lunghe, l’AI può perdere il filo e tralasciare dettagli importanti. <br/> Un altro aspetto critico è legato alla sua natura <strong>probabilistica</strong>: non ragiona, ma prevede. Le risposte non sono determinate da un’unica verità, ma selezionate tra alternative statisticamente probabili. Questo può portare a risposte diverse alla stessa domanda in momenti diversi. Inoltre, manca di una <strong>reale comprensione del significato</strong>: lavora con le parole, ma non ne conosce il senso o l’intenzione emotiva. <br/> Infine, esiste il fenomeno delle cosiddette “<strong>allucinazioni</strong>”: quando l’AI non trova informazioni nei suoi dati, può inventare risposte plausibili ma del tutto inesatte, come se stesse colmando i vuoti con ipotesi non fondate. <br/> L’intelligenza artificiale è uno strumento potente, ma complesso. Per trarne vantaggio senza farsi ingannare, è essenziale sviluppare una conoscenza critica del suo funzionamento, dei suoi limiti e delle sue implicazioni.<br/>

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DIPENDENZA AFFETTIVA: QUANDO È L'AMORE A FAR MALE

DIPENDENZA AFFETTIVA: QUANDO È L'AMORE A FAR MALE

Come riconoscere e uscire dalla dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva, conosciuta anche come love addiction o dipendenza da relazione, è una condizione psicologica in cui il bisogno dell’altro diventa così forte da compromettere l’identità, l’autonomia e il benessere personale. Non si tratta di amore autentico, ma di un attaccamento disfunzionale in cui l’altro viene percepito come indispensabile per sentirsi degni, al sicuro o semplicemente “abbastanza”. <br/> Chi soffre di dipendenza affettiva teme profondamente la solitudine e ha un costante bisogno di approvazione, attenzioni e rassicurazioni. Spesso si confonde questa dipendenza con l’amore romantico: può sembrare passione intensa, ma in realtà nasconde insicurezza, paura dell’abbandono e una continua ricerca di conferme. È una forma di prigionia emotiva invisibile: si può essere in coppia ma sentirsi costantemente in ansia, oppure rimanere in relazioni tossiche solo per evitare di restare soli. <br/> Chi vive questa forma di dipendenza si sente spesso inadeguato, non meritevole d’amore, e fa di tutto per tenere in piedi la relazione: si sacrifica, compiace, si mette da parte, sperando che basti per non essere lasciato. Il legame non è più basato su reciprocità, ma sulla paura. Questo tipo di comportamento attira spesso partner egocentrici, freddi o anaffettivi, che rinforzano in chi è dipendente la convinzione di non essere abbastanza. Si finisce per colpevolizzarsi per le mancanze dell’altro, sentendo che, se la relazione non funziona, è colpa propria. <br/> La dipendenza affettiva condivide molte caratteristiche con le altre <strong>dipendenze comportamentali</strong>, come quella da sostanze, gioco d’azzardo o lavoro. Alcune ricerche neuroscientifiche mostrano che la separazione dal partner attiva nel cervello le stesse aree coinvolte nel craving da cocaina. Anche quando si riesce a chiudere una relazione, i sintomi dell’astinenza emotiva — ansia, senso di vuoto, malinconia, depressione — possono essere così intensi da spingere la persona a tornare indietro, alimentando un circolo vizioso difficile da interrompere. <br/> <br/>

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IMPARARE A GESTIRE LE EMOZIONI: LA CHIAVE PER IL BENESSERE PSICOLOGICO

IMPARARE A GESTIRE LE EMOZIONI: LA CHIAVE PER IL BENESSERE PSICOLOGICO

Scopri come riconoscere, comprendere e trasformare le tue emozioni per vivere con più equilibrio e serenità.

Le <strong>emozioni</strong> sono un aspetto inevitabile e imprescindibile della nostra esperienza quotidiana, rappresentano risposte psicofisiche automatiche e universali a segnali interni o esterni che ci aiutano a interpretare ciò che accade dentro e intorno a noi; servono a guidare il comportamento, segnalare bisogni, preparare all’azione e favorire le relazioni sociali. Le emozioni sono fondamentali per la sopravvivenza, ci avvertono di pericoli, ci motivano ad agire, ci aiutano a comunicare con gli altri; tuttavia, non sempre sappiamo come riconoscerle, accettarle e gestirle in modo efficace, e questo può generare disagio psicologico, sofferenza e difficoltà relazionali. <br/> <br/> È utile fare una distinzione tra <strong>emozioni primarie</strong> ed <strong>emozioni secondarie</strong>:<br/>-le emozioni primarie sono universali, innate e presenti sin dalla nascita, compaiono in tutte le culture, sono rapide ed automatiche. Esempi sono: gioia, tristezza, paura, rabbia, sorpresa, disgusto;<br/> -le emozioni secondarie si sviluppano con l’esperienza e la socializzazione, dipendono dal contesto culturale e personale, sono più complesse, richiedono consapevolezza di sé e degli altri. Esempi sono: colpa, vergogna, invidia, orgoglio, imbarazzo.<br/> Ogni emozione, primaria e secondaria, ha una funzione evolutiva e psicologica ben precisa:<br/> -la <strong>gioia</strong> rafforza i comportamenti utili, favorisce la connessione con gli altri;<br/> -la <strong>tristezza</strong> favorisce il ritiro e la riflessione, segnala un bisogno di supporto;<br/> -la <strong>rabbia</strong> protegge dai torti, attiva l’energia per reagire o cambiare una situazione ingiusta;<br/> -la <strong>paura</strong> segnala un pericolo, prepara alla fuga o alla difesa;<br/>-la <strong> sorpresa </strong> attira l’attenzione, permette un rapido aggiornamento mentale;<br/> -il <strong>disgusto</strong> protegge da tutto ciò che è potenzialmente dannoso o contaminante fisicamente o moralmente;<br/> -la <strong>colpa</strong> ripara i danni fatti e rispetta le regole morali e sociali;<br/> -la <strong>vergogna</strong> protegge il senso di appartenenza e spinge ad adeguarsi ai gruppi;<br/> -l’<strong>orgoglio</strong> rinforza l’autostima e il riconoscimento sociale;<br/> -l’<strong>invidia</strong> può motivare al miglioramento personale, se costruttiva;<br/> -la <strong>gelosia</strong> protegge le relazioni significative.<br/><br/>Altra differenza sostanziale è quella tra <strong>emozione</strong> e <strong>sentimento</strong>:<br/> -l’emozione è una reazione immediata e automatica, ha breve durata, è fisica e comportamentale e non sempre ne siamo consapevoli;<br/> -il sentimento è l’esperienza consapevole dell’emozione, può durare a lungo, è cognitiva e soggettiva e ne siamo consapevoli.<br/><br/> È necessario avere una sana consapevolezza e gestione delle proprie emozioni poiché un mancato riconoscimento o la repressione può tradursi in stress cronico, ansia, depressione o difficoltà nei rapporti interpersonali. L’incapacità di gestire emozioni intense o negative può condurre a comportamenti disfunzionali come l’evitamento, la rabbia esplosiva o il rimuginio, che a loro volta alimentano un circolo vizioso di sofferenza.

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VACATION SHAMING: ANSIA DA FERIE

VACATION SHAMING: ANSIA DA FERIE

Ti è mai capitato di provare vergogna o senso di colpa nel chiedere o godere delle tue ferie?

La <strong>"vacation shaming"</strong> è un fenomeno sociale in cui le persone si sentono giudicate o criticate per il fatto di prendere le ferie o di godersi il tempo libero. Questo può portare a sentimenti di colpa o di ansia nel prendere le ferie, poiché le persone possono sentirsi come se stessero "abbandonando" il lavoro o non fossero abbastanza produttive. <br/> La vacation shaming può manifestarsi in diversi modi, ad esempio: <br/> - Colleghi che criticano: i colleghi possono criticare o giudicare chi prende le ferie, facendo sentire la persona in colpa o inadeguata. <br/> - Cultura aziendale: alcune aziende possono avere una cultura che valorizza il lavoro costante e la disponibilità 24/7, facendo sentire le persone come se non dovessero prendere ferie. <br/> - Social media: sui social media, le persone possono pubblicare post che sembrano implicare che chi non lavora costantemente non sia abbastanza dedicato o produttivo. <br/> La vacation shaming può avere conseguenze negative sulla salute mentale e sul benessere delle persone, poiché può portare a sentimenti di stress, ansia e burnout. È importante riconoscere l'importanza del riposo e del tempo libero per la produttività e la salute generale. Secondo una ricerca americana pubblicata su AdWeek, il vacation shaming colpisce il 63% dei Millennials e addirittura il 76% della Generazione Z ed è un fenomeno che inizia prima ancora di partire per le vacanze. Il momento più stressante è quando bisogna chiedere le ferie al proprio capo, con il 34% delle persone che teme possibili ripercussioni lavorative e il 27% che si preoccupa di problemi con i colleghi. A queste preoccupazioni si aggiungono l'organizzazione last minute del viaggio, problemi economici e il pensiero di tornare alla routine lavorativa. Le donne sembrano essere più colpite da questo fenomeno, con il 64% che manifesta ansia contro il 36% degli uomini. <br/>

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ATTACCO DI PANICO O ATTACCO D'ANSIA?

ATTACCO DI PANICO O ATTACCO D'ANSIA?

Tecniche scientifiche per gestire un attacco di panico

Un <strong>attacco di panico</strong> è un episodio improvviso di intensa paura o disagio, che raggiunge il picco in pochi minuti e si accompagna a sintomi fisici e psicologici molto forti, come: <br/> • Palpitazioni o tachicardia <br/> • Sensazione di soffocamento o respiro corto <br/> • Sudorazione e tremori <br/> • Nausea o disturbi addominali <br/> • Sensazione di irrealtà (derealizzazione) o distacco da sé (depersonalizzazione) <br/> • Paura di perdere il controllo, impazzire o morire <br/> Anche se i sintomi sembrano “pericolosi”, non lo sono dal punto di vista medico. Il cuore non si ferma, non si impazzisce. Ma la paura è così intensa che il corpo e la mente entrano in uno stato di massima allerta. <br/> Molte persone si sorprendono quando un attacco di panico arriva non nel pieno di una crisi, ma dopo: magari quando tutto sembra tornato alla normalità, quando il trasloco è finito, quando la relazione è terminata e apparentemente ci si è “sistemati”. <br/> Ma è proprio lì che spesso il corpo “crolla”. <br/> Durante un periodo prolungato di stress (un lutto, una separazione, un cambio di lavoro o città…), il nostro corpo entra in una modalità di adattamento e sopravvivenza. Viene attivato l’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surreni), che regola la risposta allo stress. In questa fase, il cervello rilascia una quantità maggiore di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, per permetterci di affrontare le richieste del momento. <br/> In parole semplici: siamo “carichi” per affrontare l’emergenza, anche se non ce ne accorgiamo. <br/> Quando lo stress acuto si esaurisce, e il “pericolo” sembra passato, il sistema nervoso si rilassa, ma può anche diventare instabile: è come se il corpo, improvvisamente, avesse il permesso di sentire tutto ciò che prima aveva messo da parte. <br/> Ed è lì che può comparire un attacco di panico. <br/> Un po’ come una pentola a pressione: finché c’è bisogno di reggere, si tiene tutto dentro. Ma quando la tensione si abbassa, se non c'è stato un reale scarico emotivo, le emozioni compresse trovano una via d’uscita improvvisa e intensa. E il panico è proprio questo: una liberazione violenta di tensione accumulata. <br/> Capire questo meccanismo è fondamentale, perché aiuta a non vivere l’attacco di panico come qualcosa di inspiegabile o “fuori controllo”, ma come una risposta del corpo che finalmente si permette di sentire. <br/> In terapia, questo è un punto chiave: lavorare non solo sul sintomo, ma anche sulla storia dello stress che l’ha preceduto. <br/>

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E SE FOSSE ANSIA? 10 SEGNALI CHE POTRESTI NON RICONOSCERE

E SE FOSSE ANSIA? 10 SEGNALI CHE POTRESTI NON RICONOSCERE

Riconosci i segnali disfunzionali o nascosti dell'ansia nella vita di tutti i giorni

L’ansia è un termine che oggi sentiamo spesso: “Ho l’ansia”, “Mi viene l’ansia solo a pensarci”. Ma cosa significa davvero? È possibile distinguere tra ansia sana e ansia patologica? E soprattutto: come possiamo imparare a gestirla? <br/> L’ansia è una <strong>risposta naturale del nostro organismo</strong> di fronte a una minaccia percepita, reale o immaginata. È una emozione complessa, l’evoluto della paura, ed è universale cioè nessuno ne ha sconto, anche gli animali provano ansia. È una reazione utile, perché ci prepara ad affrontare una situazione stressante: aumenta la vigilanza, accelera il battito cardiaco, ci rende più pronti all’azione. <br/> L’ansia nasce per proteggere la nostra sopravvivenza, per gestire minacce e per tutelarci, ha per cui una funzione adattiva per l’organismo, non è una nemica piuttosto è da considerare come alleata. L’ansia è il nostro sistema di allarme interno naturale ma come ogni allarme, se suona troppo o senza un reale pericolo, può diventare un ostacolo alla nostra quotidianità diventando così disfunzionale e patologico. <br/> Si può così distinguere l’ansia sana dall’ansia patologica:<br/> <br/> <strong>Ansia sana</strong> <br/> È quella che ci motiva e ci protegge. Prima di un esame, un colloquio di lavoro o un evento importante, è normale sentire una certa agitazione. L’ansia in questo caso ci spinge a prepararci, a essere più attenti, più presenti ed è per noi utile.<br/> <br/> <strong>Ansia patologica</strong> <br/> L’ansia diventa problematica quando è sproporzionata rispetto alla situazione, è persistente e compromette la qualità della vita. Può manifestarsi con: <br/> • Preoccupazioni eccessive e difficili da controllare <br/> • Difficoltà di concentrazione <br/> • Insonnia <br/> • Sintomi fisici (tachicardia, sudorazione, tensioni muscolari, disturbi gastrointestinali) <br/> • Evitamento di situazioni temute <br/> In questi casi, l’ansia non è più uno strumento utile, ma un freno che limita il benessere psicologico e le relazioni. <br/>

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MINDFULNESS: L'EQUILIBRIO TRA MENTE E CORPO

MINDFULNESS: L'EQUILIBRIO TRA MENTE E CORPO

Scopri come praticare la Mindfulness può trasformare la tua salute psicologica e fisica

Il termine "mindfulness" proviene dall’inglese e viene tradotto con il termine di “consapevolezza” per indicare una pratica che insegna a <strong>lasciar andare</strong> ciò che non si può controllare e ad accogliere le nostre esperienze così come sono, promuovendo un senso profondo di accettazione. La pratica consiste nel portare attenzione a ciò che stiamo vivendo nel momento presente, nel <strong>qui ed ora</strong>, in modo intenzionale e con un atteggiamento di apertura. <br/> Spesso la nostra mente è piena di pensieri, preoccupazioni o ricordi. La mindfulness ci invita a fare una pausa, tornare al momento presente e osservare con curiosità ciò che accade dentro e fuori di noi: le emozioni, i pensieri, il respiro, le sensazioni del corpo. Invece di farci travolgere dai pensieri, dalle preoccupazioni o dalle emozioni, la mindfulness ci aiuta a osservare tutto questo con uno sguardo più calmo e lucido, <strong>senza giudizio</strong>. <br/> Questa pratica affonda le sue radici nelle antiche tradizioni buddhiste, ma oggi è ampiamente utilizzata anche in ambiti laici e terapeutici. Il suo utilizzo moderno si deve in gran parte a <strong>Jon Kabat-Zinn</strong>, che ha ideato il programma di riduzione dello stress basato sulla mindfulness (MBSR – Mindfulness-Based Stress Reduction), rendendo accessibile questa disciplina a tutti.<br/> La mindfulness può essere praticata in modi formali e informali, e questa è una delle sue bellezze: si adatta a ognuno di noi.<br/> Le pratiche formali includono momenti dedicati alla meditazione, come quella sul respiro consapevole, la meditazione camminata, la visualizzazione della montagna o del fiore, oppure esercizi come la “sfilata dei pensieri”, in cui si osservano i propri pensieri passare senza seguirli. Anche lo yoga, nella sua versione più consapevole, può essere una forma di meditazione dinamica.<br/> La mindfulness però può essere vissuta anche in modo informale, cioè portando presenza e attenzione nelle attività quotidiane: una passeggiata in montagna, bere un tè con calma, ascoltare una canzone, cucinare, o semplicemente respirare consapevolmente per qualche istante.<br/> Ognuno può trovare la modalità che sente più vicina a sé. Non serve alcuna abilità particolare, né esperienza. Non bisogna “saper meditare” per iniziare. La verità è che la mindfulness è <strong>adatta a tutti</strong>. Ciò che conta è la costanza, più che la perfezione. Anche pochi minuti al giorno, praticati senza aspettative rigide, possono generare cambiamenti profondi nel nostro modo di pensare, sentire e vivere.<br/> Attraverso la mindfulness, possiamo ritrovare un senso di calma, maggiore lucidità e connessione con noi stessi, migliorando il nostro benessere fisico e psicologico.<br/>

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ADOLESCENTI INTRAPPOLATI DAI SOCIAL MEDIA: OPPORTUNITÀ O PERICOLO?

ADOLESCENTI INTRAPPOLATI DAI SOCIAL MEDIA: OPPORTUNITÀ O PERICOLO?

Guida per i genitori nell'insegnare un uso consapevole e sicuro delle tecnologie digitali.

L'adolescenza è un periodo di transizione tra l'infanzia e l'età adulta, caratterizzato da cambiamenti fisici, psicologici e sociali significativi. In questa fase, i giovani affrontano lo sviluppo della propria identità, l'acquisizione di maggiore indipendenza e la gestione di emozioni complesse. È un momento in cui si sperimentano nuove esperienze, si costruisce l'autostima e si iniziano a fare scelte più consapevoli riguardo alla propria vita. L'adolescenza è anche un periodo di esplorazione delle relazioni sociali, dei valori e delle aspirazioni, ma può comportare anche sfide legate a conflitti interiori e influenze esterne. <br /> In questo periodo, l’individuo si sperimenta nel mondo, affronta nuove sfide legate al corpo e alla crescita; è una fase complessa, in cui il cervello, il corpo e le emozioni subiscono profondi cambiamenti, e i ragazzi devono confrontarsi con molte novità in termini di emozioni, relazioni e sessualità. <br /> Gli adolescenti cercano modelli da seguire e esempi da imitare, ma spesso si allontanano dai genitori, cercando risposte nei social media. Questi strumenti, facili e veloci, favoriscono la diffusione di modelli stereotipati che, nonostante possano essere poco realistici, attirano molta attenzione e molti follower, influenzando la loro costruzione dell’immagine e dell’identità. <br /> Negli ultimi anni, l'ascesa dei social media ha segnato una vera e propria rivoluzione nel modo in cui i giovani si relazionano con gli altri e, di conseguenza, con se stessi. Durante l’adolescenza, i ragazzi esplorano la propria identità anche attraverso i social, utilizzando queste piattaforme per sperimentare vari aspetti della loro personalità. <br /> In Italia, l'uso dei social media tra i giovani è in forte crescita, con il 33% dei bambini tra i 5 e i 7 anni che accedono regolarmente a queste piattaforme.

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Recensioni

Cosa dicono i miei Pazienti

Testimonianze autentiche di chi ha intrapreso un percorso terapeutico

"Grazie dottoressa, la ringrazio davvero tanto ❤️. Non vedo l'ora di raccontarle un botto di cose! Decidere di intraprendere un percorso psicologico per me è stata una decisione difficile da prendere, però piano piano ho visto dei cambiamenti, specialmente per l'ansia (non mi sarei mai aspettata che degli esercizi potessero fare così tanto!). Quindi per me è già una grande conquista. Spero di migliorare ulteriormente, quando esco dal suo studio sono sempre di buon umore!"

M.R.

"Veramente grazie di cuore per ciò che abbiamo realizzato insieme. Si, perchè se non era per te ora nulla sarebbe stato così. Sei stata, come ti accennavo sempre negli ultimi incontri, una salvezza per me e te ne sarò per sempre grata 🤍"

G.B.

"Da questo percorso insieme porterò con me tutte le consapevolezze e la forza che ho costruito anche grazie a te. Grazie di cuore perchè sto vivendo con serenità e so che senza il tuo aiuto non sarebbe stato lo stesso. Grazie, davvero, per essere stata una guida per me e per avermi accompagnata fino a qui 💛"

L.T.

"Grazie Dottoressa per il colloquio di oggi, già non devo l'ora di rivederla la prossima settimana :) Grazie ancora e buona giornata!"

T.C.

"Le sedute con lei sono un grande dono, è come se stessi imparando a conoscere una nuova me, sicuramente migliore, è un grande percorso di crescita! grazie infinite!"

P.N.

"Buongiorno Dottoressa, la volevo ringraziare perchè ripetere la tecnica che mi ha insegnato mi ha aiutata tanto. Ho capito che, come in ogni cosa, può esserci un'altra prospettiva di vedere le situazioni. Oggi ho cercato di viverla con più serenità quindi grazie! Mi è stata d'aiuto!"

G.A.

"Salve Dottoressa, volevo dirle che alla fine ieri sono andata in università e ho fatto l'esame, è andato molto bene, sono riuscita a gestire meglio la mia ansia soprattutto il giorno prima dell'esame scacciando i miei pensieri intrusivi. Sicuramente devo fare ancora tanto lavoro, però sono contenta di quello che stiamo facendo insieme, grazie."

C.L.

"Durante le sedute porto a casa tante parole, piene di significato su cui riflettere. Da quando vengo da lei, è come se tutto intorno a me avesse ripreso a bollire! Ogni colore, profumo è più intenso e bello! Mi sento non più un'anima vagante, al contrario, ho la percezione di trovarmi al posto giusto in un contesto che non mi spaventa più come prima! Grazie per l'opportunità che mi sta dando di crescita, grazie per il dono dell'ascolto, dell'affetto, di stima. Grazie per essere una guida capace di rendere ogni difficoltà un esercizio di logica privo di devastazione interiore. Grazie! ❤️"

F.S.

"Dopo ogni seduta sento di ritrovare me stesso e di poter affrontare tutto!"

S.L.

"Parlarne con lei mi ha fatto stare decisamente meglio nei giorni a venire, quindi la ringrazio! ☺️"

D.G.

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